“Dui puvrun bagnà ‘nt l’oli” in piemontese significa semplicemente due peperoni bagnati nell’olio e Dui puvrun è il nome di un’innovativa azienda agricola di Costigliole d’Asti, creata nel 2015, partendo da una casa di vacanze estiva, dal giovane Stefano Scavino. Non si tratta quindi di un’azienda passata di generazione in generazione ma di un’attività scelta da un architetto rincovertito all’agricoltura e interessato ai nuovi metodi di produzione e distribuzione del cibo.

In primo luogo Scavino è andato alla ricerca delle sementi di ortaggi quasi scomparsi, come il peperone quadrato della Motta, il peperone tumaticot e il carciofo della Valtiglione. Se per il carciofo astigiano si è fatto dare la pianta da un contadino, per le altre varietà ha trovato le sementi, risalenti al 1981, alla Banca del germoplasma di Grugliasco della Università di Agraria di Torino. È stata necessaria un’opera di sperimentazione nei campi e di selezione dei semi dalle piante migliori prima di avviare la normale produzione, che ha avuto successo anche perché si trattava di varietà locali, in grado di adattarsi al microclima dell’azienda di Costigliole d’Asti.

Le tecniche di coltivazione sono quelle che lo stesso Stefano definisce della permacultura bio-intensiva, in cui bio-intensiva ha un’accezione positiva: non vengono usati pesticidi, si lavora al minimo il suolo che deve restare il più fertile possibile, non si usano grandi macchinari e si pratica un’orticultura manuale su piccola scala (1 ettaro di terreno). Ci si ispira ai sistemi orticoli d’anteguerra, divulgati e praticati da un coltivatore canadese, Jean-Martin Fortier. Il suolo deve restare il più coperto possibile, con molte piante diverse in tutti i periodi dell’anno. In questo modo, con la consociazione delle piante, si raggiunge anche un equilibrio ambientale e si evitano le malattie.

Il peperone quadrato di Motta, dalla polpa soda e carnosa, il peperone tumaticot, simile a un pomodoro e il carciofo della Valtiglione proprio per la loro particolarità vengono venduti anche nel mercato estero e ai ristoranti.

Interessante la storia del carciofo astigiano,”ribattezzato carciofo del sorì perché i sorì (ossia i versanti collinari esposti al sole, quelli dove di solito si trovano le vigne migliori) sono il suo habitat ideale, anche se comunque non patisce le basse temperature”.

Ideale da mangiare crudo viene raccolto a maggio: “si tratta di un carciofo tardivo rispetto a quelli provenienti da altre regioni e così, quando questi ultimi sono arrivati qui in grandi quantità, quello della Valtiglione compariva sul mercato per ultimo e per venderlo si era costretti ad abbassare il prezzo; ormai in pochi sanno che si tratta di un prodotto fortemente legato al nostro territorio, a cui ci sono riferimenti in antichi ricettari ed è stato persino rappresentato in alcune raffigurazioni ecclesiastiche del ‘700”.

Avere la possibilità di mangiare un carciofo a maggio dovrebbe oggi essere considerato uno stimolo alla produzione e anche al cambiamento della mentalità che associa il carciofo al periodo invernale.

Il metodo di distribuzione di questi e altri ortaggi scelto da Scavino è quello della CSA (Community Supported Agriculture o agricoltura sostenuta dalla comunità), molto diffuso negli Usa e in Canada, e che consiste nel creare una relazione diretta tra chi produce e chi consuma,con reciproco vantaggio. L’agricoltore ha una comunità stabile di clienti abbonati a cui può vendere tutta la sua produzione senza sprechi, potendo anche pianificare le quantità e i clienti hanno una fornitura continua di cibo fresco e sano.

L’azienda agricola Dui Puvrun organizza al suo interno anche diverse iniziative, che si possono seguire su Facebook.

Strada Case Valle 30 – 14055 Costigliole d’Asti Italia

+39 3477566595 – info@duipuvrun.it

 

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dui puvrun—- “Dui puvrun bagnà ‘nt l’oli” in piemontese

dui puvrun—- Le tecniche di coltivazione sono quelle che lo stesso Stefano definisce della permacultura bio-intensiva

dui puvrun—– il peperone quadrato della Motta, il peperone tumaticot e il carciofo della Valtiglione

dui puvrun—– “Dui puvrun bagnà ‘nt l’oli” in piemontese significa semplicemente due peperoni bagnati nell’olio e Dui puvrun è il nome di un’innovativa azienda agricola di Costigliole d’Asti, creata nel 2015, partendo da una casa di vacanze estiva, dal giovane Stefano Scavino. Non si tratta quindi di un’azienda passata di generazione in generazione ma di un’attività scelta da un architetto rincovertito all’agricoltura e interessato ai nuovi metodi di produzione e distribuzione del cibo…

dui puvrun—– In primo luogo Scavino è andato alla ricerca delle sementi di ortaggi quasi scomparsi, come il peperone quadrato della Motta, il peperone tumaticot e il carciofo della Valtiglione. Se per il carciofo astigiano si è fatto dare la pianta da un contadino, per le altre varietà ha trovato le sementi, risalenti al 1981, alla Banca del germoplasma di Grugliasco della Università di Agraria di Torino. È stata necessaria un’opera di sperimentazione nei campi e di selezione dei semi dalle piante migliori prima di avviare la normale produzione, che ha avuto successo anche perché si trattava di varietà locali, in grado di adattarsi al microclima dell’azienda di Costigliole d’Asti…

dui puvrun—– Le tecniche di coltivazione sono quelle che lo stesso Stefano definisce della permacultura bio-intensiva, in cui bio-intensiva ha un’accezione positiva: non vengono usati pesticidi, si lavora al minimo il suolo che deve restare il più fertile possibile, non si usano grandi macchinari e si pratica un’orticultura manuale su piccola scala (1 ettaro di terreno). Ci si ispira ai sistemi orticoli d’anteguerra, divulgati e praticati da un coltivatore canadese, Jean-Martin Fortier. Il suolo deve restare il più coperto possibile, con molte piante diverse in tutti i periodi dell’anno. In questo modo, con la consociazione delle piante, si raggiunge anche un equilibrio ambientale e si evitano le malattie…

dui puvrun—– Il peperone quadrato di Motta, dalla polpa soda e carnosa, il peperone tumaticot, simile a un pomodoro e il carciofo della Valtiglione proprio per la loro particolarità vengono venduti anche nel mercato estero e ai ristoranti…

dui puvrun—– Interessante la storia del carciofo astigiano,”ribattezzato carciofo del sorì perché i sorì (ossia i versanti collinari esposti al sole, quelli dove di solito si trovano le vigne migliori) sono il suo habitat ideale, anche se comunque non patisce le basse temperature”…

dui puvrun—– Ideale da mangiare crudo viene raccolto a maggio: “si tratta di un carciofo tardivo rispetto a quelli provenienti da altre regioni e così, quando questi ultimi sono arrivati qui in grandi quantità, quello della Valtiglione compariva sul mercato per ultimo e per venderlo si era costretti ad abbassare il prezzo; ormai in pochi sanno che si tratta di un prodotto fortemente legato al nostro territorio, a cui ci sono riferimenti in antichi ricettari ed è stato persino rappresentato in alcune raffigurazioni ecclesiastiche del ‘700″…

dui puvrun—– Avere la possibilità di mangiare un carciofo a maggio dovrebbe oggi essere considerato uno stimolo alla produzione e anche al cambiamento della mentalità che associa il carciofo al periodo invernale…

dui puvrun—– Il metodo di distribuzione di questi e altri ortaggi scelto da Scavino è quello della CSA (Community Supported Agriculture o agricoltura sostenuta dalla comunità), molto diffuso negli Usa e in Canada, e che consiste nel creare una relazione diretta tra chi produce e chi consuma,con reciproco vantaggio. L’agricoltore ha una comunità stabile di clienti abbonati a cui può vendere tutta la sua produzione senza sprechi, potendo anche pianificare le quantità e i clienti hanno una fornitura continua di cibo fresco e sano…

dui puvrun—– L’azienda agricola Dui Puvrun organizza al suo interno anche diverse iniziative, che si possono seguire su Facebook…

dui puvrun—– “Dui puvrun bagnà ‘nt l’oli” in piemontese significa semplicemente due peperoni bagnati nell’olio e Dui puvrun è il nome di un’innovativa azienda agricola di Costigliole d’Asti, creata nel 2015, partendo da una casa di vacanze estiva, dal giovane Stefano Scavino. Non si tratta quindi di un’azienda passata di generazione in generazione ma di un’attività scelta da un architetto rincovertito all’agricoltura e interessato ai nuovi metodi di produzione e distribuzione del cibo…

dui puvrun—– In primo luogo Scavino è andato alla ricerca delle sementi di ortaggi quasi scomparsi, come il peperone quadrato della Motta, il peperone tumaticot e il carciofo della Valtiglione. Se per il carciofo astigiano si è fatto dare la pianta da un contadino, per le altre varietà ha trovato le sementi, risalenti al 1981, alla Banca del germoplasma di Grugliasco della Università di Agraria di Torino. È stata necessaria un’opera di sperimentazione nei campi e di selezione dei semi dalle piante migliori prima di avviare la normale produzione, che ha avuto successo anche perché si trattava di varietà locali, in grado di adattarsi al microclima dell’azienda di Costigliole d’Asti…

dui puvrun—– Le tecniche di coltivazione sono quelle che lo stesso Stefano definisce della permacultura bio-intensiva, in cui bio-intensiva ha un’accezione positiva: non vengono usati pesticidi, si lavora al minimo il suolo che deve restare il più fertile possibile, non si usano grandi macchinari e si pratica un’orticultura manuale su piccola scala (1 ettaro di terreno). Ci si ispira ai sistemi orticoli d’anteguerra, divulgati e praticati da un coltivatore canadese, Jean-Martin Fortier. Il suolo deve restare il più coperto possibile, con molte piante diverse in tutti i periodi dell’anno. In questo modo, con la consociazione delle piante, si raggiunge anche un equilibrio ambientale e si evitano le malattie…

dui puvrun—– Il peperone quadrato di Motta, dalla polpa soda e carnosa, il peperone tumaticot, simile a un pomodoro e il carciofo della Valtiglione proprio per la loro particolarità vengono venduti anche nel mercato estero e ai ristoranti…

dui puvrun—– Interessante la storia del carciofo astigiano,”ribattezzato carciofo del sorì perché i sorì (ossia i versanti collinari esposti al sole, quelli dove di solito si trovano le vigne migliori) sono il suo habitat ideale, anche se comunque non patisce le basse temperature”…

dui puvrun—– Ideale da mangiare crudo viene raccolto a maggio: “si tratta di un carciofo tardivo rispetto a quelli provenienti da altre regioni e così, quando questi ultimi sono arrivati qui in grandi quantità, quello della Valtiglione compariva sul mercato per ultimo e per venderlo si era costretti ad abbassare il prezzo; ormai in pochi sanno che si tratta di un prodotto fortemente legato al nostro territorio, a cui ci sono riferimenti in antichi ricettari ed è stato persino rappresentato in alcune raffigurazioni ecclesiastiche del ‘700″…

dui puvrun—– Avere la possibilità di mangiare un carciofo a maggio dovrebbe oggi essere considerato uno stimolo alla produzione e anche al cambiamento della mentalità che associa il carciofo al periodo invernale…

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dui puvrun—– Le tecniche di coltivazione sono quelle che lo stesso Stefano definisce della permacultura bio-intensiva, in cui bio-intensiva ha un’accezione positiva: non vengono usati pesticidi, si lavora al minimo il suolo che deve restare il più fertile possibile, non si usano grandi macchinari e si pratica un’orticultura manuale su piccola scala (1 ettaro di terreno). Ci si ispira ai sistemi orticoli d’anteguerra, divulgati e praticati da un coltivatore canadese, Jean-Martin Fortier. Il suolo deve restare il più coperto possibile, con molte piante diverse in tutti i periodi dell’anno. In questo modo, con la consociazione delle piante, si raggiunge anche un equilibrio ambientale e si evitano le malattie…

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dui puvrun—– Ideale da mangiare crudo viene raccolto a maggio: “si tratta di un carciofo tardivo rispetto a quelli provenienti da altre regioni e così, quando questi ultimi sono arrivati qui in grandi quantità, quello della Valtiglione compariva sul mercato per ultimo e per venderlo si era costretti ad abbassare il prezzo; ormai in pochi sanno che si tratta di un prodotto fortemente legato al nostro territorio, a cui ci sono riferimenti in antichi ricettari ed è stato persino rappresentato in alcune raffigurazioni ecclesiastiche del ‘700″…

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dui puvrun—– Le tecniche di coltivazione sono quelle che lo stesso Stefano definisce della permacultura bio-intensiva, in cui bio-intensiva ha un’accezione positiva: non vengono usati pesticidi, si lavora al minimo il suolo che deve restare il più fertile possibile, non si usano grandi macchinari e si pratica un’orticultura manuale su piccola scala (1 ettaro di terreno). Ci si ispira ai sistemi orticoli d’anteguerra, divulgati e praticati da un coltivatore canadese, Jean-Martin Fortier. Il suolo deve restare il più coperto possibile, con molte piante diverse in tutti i periodi dell’anno. In questo modo, con la consociazione delle piante, si raggiunge anche un equilibrio ambientale e si evitano le malattie…

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dui puvrun—– Interessante la storia del carciofo astigiano,”ribattezzato carciofo del sorì perché i sorì (ossia i versanti collinari esposti al sole, quelli dove di solito si trovano le vigne migliori) sono il suo habitat ideale, anche se comunque non patisce le basse temperature”…

dui puvrun—– Ideale da mangiare crudo viene raccolto a maggio: “si tratta di un carciofo tardivo rispetto a quelli provenienti da altre regioni e così, quando questi ultimi sono arrivati qui in grandi quantità, quello della Valtiglione compariva sul mercato per ultimo e per venderlo si era costretti ad abbassare il prezzo; ormai in pochi sanno che si tratta di un prodotto fortemente legato al nostro territorio, a cui ci sono riferimenti in antichi ricettari ed è stato persino rappresentato in alcune raffigurazioni ecclesiastiche del ‘700″…

dui puvrun—– Avere la possibilità di mangiare un carciofo a maggio dovrebbe oggi essere considerato uno stimolo alla produzione e anche al cambiamento della mentalità che associa il carciofo al periodo invernale…

dui puvrun—– Il metodo di distribuzione di questi e altri ortaggi scelto da Scavino è quello della CSA (Community Supported Agriculture o agricoltura sostenuta dalla comunità), molto diffuso negli Usa e in Canada, e che consiste nel creare una relazione diretta tra chi produce e chi consuma,con reciproco vantaggio. L’agricoltore ha una comunità stabile di clienti abbonati a cui può vendere tutta la sua produzione senza sprechi, potendo anche pianificare le quantità e i clienti hanno una fornitura continua di cibo fresco e sano…

dui puvrun—– L’azienda agricola Dui Puvrun organizza al suo interno anche diverse iniziative, che si possono seguire su Facebook…