carne brasiliana —– TESTO NON VISIBILE, MANCA LA PAROLA CHIAVE ALL’INIZIO DEL CONTENUTO

Uno dei principali problemi degli allevatori italiani che perseguono con rigore obiettivi di qualità è la concorrenza di carni importate dall’estero.

Come ha dimostrato “Presa diretta”, puntata dell’8/2/21, grossi quantitivi di carne congelata brasiliana arrivano in Italia per nave, via Rotterdam, Genova e Ravenna per essere impiegati in mense, ristoranti, catering e industria della trasformazione.

Si tratta di carne che non deve rispettare i parametri europei, che presenta alti livelli di pesticidi e che proviene dal moltiplicarsi incontrollato di allevamenti intensivi in Brasile. Di questi allevamenti se ne è parlato molto negli ultimi anni, purché sono responsabili della deforestazione dell’Amazzonia e perché hanno immesso anche sul mercato interno brasiliano carne coinvolta in scandali come quello della carna “fraca”, marcia, del 2018.

La carne brasiliana ha però un grosso vantaggio:costa poco e per questo viene usata dall’industria di trasformazione anche per un celebre marchio IGP, la bresaola.

In Italia vi sono decine di produttori artigianali di bresaola, come quelli di Livigno che utilizzano carne di bovini nati, allevati, sezionati e macellati nelle loro aziende, che possono giustamente vantare una bresaola a marchio 4IT, ottimo esempio di filiera corta.

Ma nella produzione industriale di bresaola non viene rispettata nessuna della 4IT, in quanto ci si occupa solo della trasformazione del prodotto. Il protocollo della bresaola a marchio IGP richiede solo che siano rispettati zona di produzione, tagli da utilizzare e processo produttivo.
Sulle trentasettemila tonnellate di materia prima per bresaola IGP, il settanta per cento proviene dal Brasile.
Infatti conviene più importare carne dal Brasile che utilizzare quella allevata in Italia.

In Italia vi sono allevatori che ricercano la qualità, del mangime, del benessere animale, della lavorazione della carne, dell’investimento tecnologico ma che risultano poco competitivi su un mercato che privilegia solo bassi costi per tutte le fasi di preparazione della carne. Una differenza tra produzione industriale e produzione di qualità è costituita dai giorni di frollatura o riposo della carne bovina macellata: la prima ne prevede uno o due, la seconda 6 o 7, ecco perché poi la carne diventa acquosa e senza sapore.

Quali le soluzioni? Una maggiore trasparenza della etichettatura e la creazione di consorzi come quello Coalvi che mette insieme tutti i protagonisti delle fasi di produzione della carne, dagli allevatori alle macellerie che presentano carte di identità della carne che vendono.
La carne bovina in vendita deve già presentare dati su luogo di nascita, allevamento, macellazione ma questo obbligo non esiste per ristoranti, mense, industria della trasformazione.

Come fa notare giustamente Altroconsumo basta aggiungere un granello di pepe o un rametto di rosmarino o anche un conservante come l’acido ascorbico perché un prodotto a base di carne risulti trasformato e non debba dichiarare la provenienza della materia prima. Voi avete mai trovato la provenienza della carne di un hamburger o dei tortellini?

Francia e Finlandia hanno deciso di dichiarare la provenienza della carne di tutti i prodotti trasformati, la Finlandia anche quella della carne servita in ristoranti e mense, l’Unione Europea dovrebbe estendere queste norme.
Considerando poi anche l’impatto ambientale degli allevamenti intensivi in Italia e delle colture necessarie per il mangime, una soluzione potrebbe essere quella che propone Slow Meat, produrre meno carne e mangiarne di meno, cercando quella di qualità.

 

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Immagine di provacarne brasiliana

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carne brasiliana– Si tratta di carne che non deve rispettare i parametri europei, che presenta alti livelli di pesticidi e che proviene dal moltiplicarsi incontrollato di allevamenti intensivi in Brasile

carne brasiliana– grossi quantitivi di carne congelata brasiliana arrivano in Italia per nave

carne brasiliana– Francia e Finlandia hanno deciso di dichiarare la provenienza della carne di tutti i prodotti trasformati

carne brasiliana—– Uno dei principali problemi degli allevatori italiani che perseguono con rigore obiettivi di qualità è la concorrenza di carni importate dall’estero…

carne brasiliana—– Come ha dimostrato “Presa diretta”, puntata dell’8/2/21, grossi quantitivi di carne congelata brasiliana arrivano in Italia per nave, via Rotterdam, Genova e Ravenna per essere impiegati in mense, ristoranti, catering e industria della trasformazione…

carne brasiliana—– Si tratta di carne che non deve rispettare i parametri europei, che presenta alti livelli di pesticidi e che proviene dal moltiplicarsi incontrollato di allevamenti intensivi in Brasile. Di questi allevamenti se ne è parlato molto negli ultimi anni, purché sono responsabili della deforestazione dell’Amazzonia e perché hanno immesso anche sul mercato interno brasiliano carne coinvolta in scandali come quello della carna “fraca”, marcia, del 2018…

carne brasiliana—– La carne brasiliana ha però un grosso vantaggio:costa poco e per questo viene usata dall’industria di trasformazione anche per un celebre marchio IGP, la bresaola…

carne brasiliana—– In Italia vi sono decine di produttori artigianali di bresaola, come quelli di Livigno che utilizzano carne di bovini nati, allevati, sezionati e macellati nelle loro aziende, che possono giustamente vantare una bresaola a marchio 4IT, ottimo esempio di filiera corta…

carne brasiliana—– Ma nella produzione industriale di bresaola non viene rispettata nessuna della 4IT, in quanto ci si occupa solo della trasformazione del prodotto. Il protocollo della bresaola a marchio IGP richiede solo che siano rispettati zona di produzione, tagli da utilizzare e processo produttivo.
Sulle trentasettemila tonnellate di materia prima per bresaola IGP, il settanta per cento proviene dal Brasile.
Infatti conviene più importare carne dal Brasile che utilizzare quella allevata in Italia…

carne brasiliana—– In Italia vi sono allevatori che ricercano la qualità, del mangime, del benessere animale, della lavorazione della carne, dell’investimento tecnologico ma che risultano poco competitivi su un mercato che privilegia solo bassi costi per tutte le fasi di preparazione della carne. Una differenza tra produzione industriale e produzione di qualità è costituita dai giorni di frollatura o riposo della carne bovina macellata: la prima ne prevede uno o due, la seconda 6 o 7, ecco perché poi la carne diventa acquosa e senza sapore…

carne brasiliana—– Quali le soluzioni? Una maggiore trasparenza della etichettatura e la creazione di consorzi come quello Coalvi che mette insieme tutti i protagonisti delle fasi di produzione della carne, dagli allevatori alle macellerie che presentano carte di identità della carne che vendono.
La carne bovina in vendita deve già presentare dati su luogo di nascita, allevamento, macellazione ma questo obbligo non esiste per ristoranti, mense, industria della trasformazione…

carne brasiliana—– Come fa notare giustamente Altroconsumo basta aggiungere un granello di pepe o un rametto di rosmarino o anche un conservante come l’acido ascorbico perché un prodotto a base di carne risulti trasformato e non debba dichiarare la provenienza della materia prima. Voi avete mai trovato la provenienza della carne di un hamburger o dei tortellini?…

carne brasiliana—– Francia e Finlandia hanno deciso di dichiarare la provenienza della carne di tutti i prodotti trasformati, la Finlandia anche quella della carne servita in ristoranti e mense, l’Unione Europea dovrebbe estendere queste norme.
Considerando poi anche l’impatto ambientale degli allevamenti intensivi in Italia e delle colture necessarie per il mangime, una soluzione potrebbe essere quella che propone Slow Meat, produrre meno carne e mangiarne di meno, cercando quella di qualità…

carne brasiliana—– Uno dei principali problemi degli allevatori italiani che perseguono con rigore obiettivi di qualità è la concorrenza di carni importate dall’estero…

carne brasiliana—– Come ha dimostrato “Presa diretta”, puntata dell’8/2/21, grossi quantitivi di carne congelata brasiliana arrivano in Italia per nave, via Rotterdam, Genova e Ravenna per essere impiegati in mense, ristoranti, catering e industria della trasformazione…

carne brasiliana—– Si tratta di carne che non deve rispettare i parametri europei, che presenta alti livelli di pesticidi e che proviene dal moltiplicarsi incontrollato di allevamenti intensivi in Brasile. Di questi allevamenti se ne è parlato molto negli ultimi anni, purché sono responsabili della deforestazione dell’Amazzonia e perché hanno immesso anche sul mercato interno brasiliano carne coinvolta in scandali come quello della carna “fraca”, marcia, del 2018…

carne brasiliana—– La carne brasiliana ha però un grosso vantaggio:costa poco e per questo viene usata dall’industria di trasformazione anche per un celebre marchio IGP, la bresaola…

carne brasiliana—– In Italia vi sono decine di produttori artigianali di bresaola, come quelli di Livigno che utilizzano carne di bovini nati, allevati, sezionati e macellati nelle loro aziende, che possono giustamente vantare una bresaola a marchio 4IT, ottimo esempio di filiera corta…

carne brasiliana—– Ma nella produzione industriale di bresaola non viene rispettata nessuna della 4IT, in quanto ci si occupa solo della trasformazione del prodotto. Il protocollo della bresaola a marchio IGP richiede solo che siano rispettati zona di produzione, tagli da utilizzare e processo produttivo.
Sulle trentasettemila tonnellate di materia prima per bresaola IGP, il settanta per cento proviene dal Brasile.
Infatti conviene più importare carne dal Brasile che utilizzare quella allevata in Italia…

carne brasiliana—– In Italia vi sono allevatori che ricercano la qualità, del mangime, del benessere animale, della lavorazione della carne, dell’investimento tecnologico ma che risultano poco competitivi su un mercato che privilegia solo bassi costi per tutte le fasi di preparazione della carne. Una differenza tra produzione industriale e produzione di qualità è costituita dai giorni di frollatura o riposo della carne bovina macellata: la prima ne prevede uno o due, la seconda 6 o 7, ecco perché poi la carne diventa acquosa e senza sapore…

carne brasiliana—– Quali le soluzioni? Una maggiore trasparenza della etichettatura e la creazione di consorzi come quello Coalvi che mette insieme tutti i protagonisti delle fasi di produzione della carne, dagli allevatori alle macellerie che presentano carte di identità della carne che vendono.
La carne bovina in vendita deve già presentare dati su luogo di nascita, allevamento, macellazione ma questo obbligo non esiste per ristoranti, mense, industria della trasformazione…

carne brasiliana—– Come fa notare giustamente Altroconsumo basta aggiungere un granello di pepe o un rametto di rosmarino o anche un conservante come l’acido ascorbico perché un prodotto a base di carne risulti trasformato e non debba dichiarare la provenienza della materia prima. Voi avete mai trovato la provenienza della carne di un hamburger o dei tortellini?…

carne brasiliana—– Francia e Finlandia hanno deciso di dichiarare la provenienza della carne di tutti i prodotti trasformati, la Finlandia anche quella della carne servita in ristoranti e mense, l’Unione Europea dovrebbe estendere queste norme.
Considerando poi anche l’impatto ambientale degli allevamenti intensivi in Italia e delle colture necessarie per il mangime, una soluzione potrebbe essere quella che propone Slow Meat, produrre meno carne e mangiarne di meno, cercando quella di qualità…

carne brasiliana—– Uno dei principali problemi degli allevatori italiani che perseguono con rigore obiettivi di qualità è la concorrenza di carni importate dall’estero…

carne brasiliana—– Come ha dimostrato “Presa diretta”, puntata dell’8/2/21, grossi quantitivi di carne congelata brasiliana arrivano in Italia per nave, via Rotterdam, Genova e Ravenna per essere impiegati in mense, ristoranti, catering e industria della trasformazione…

carne brasiliana—– Si tratta di carne che non deve rispettare i parametri europei, che presenta alti livelli di pesticidi e che proviene dal moltiplicarsi incontrollato di allevamenti intensivi in Brasile. Di questi allevamenti se ne è parlato molto negli ultimi anni, purché sono responsabili della deforestazione dell’Amazzonia e perché hanno immesso anche sul mercato interno brasiliano carne coinvolta in scandali come quello della carna “fraca”, marcia, del 2018…

carne brasiliana—– La carne brasiliana ha però un grosso vantaggio:costa poco e per questo viene usata dall’industria di trasformazione anche per un celebre marchio IGP, la bresaola…

carne brasiliana—– In Italia vi sono decine di produttori artigianali di bresaola, come quelli di Livigno che utilizzano carne di bovini nati, allevati, sezionati e macellati nelle loro aziende, che possono giustamente vantare una bresaola a marchio 4IT, ottimo esempio di filiera corta…

carne brasiliana—– Ma nella produzione industriale di bresaola non viene rispettata nessuna della 4IT, in quanto ci si occupa solo della trasformazione del prodotto. Il protocollo della bresaola a marchio IGP richiede solo che siano rispettati zona di produzione, tagli da utilizzare e processo produttivo.
Sulle trentasettemila tonnellate di materia prima per bresaola IGP, il settanta per cento proviene dal Brasile.
Infatti conviene più importare carne dal Brasile che utilizzare quella allevata in Italia…

carne brasiliana—– In Italia vi sono allevatori che ricercano la qualità, del mangime, del benessere animale, della lavorazione della carne, dell’investimento tecnologico ma che risultano poco competitivi su un mercato che privilegia solo bassi costi per tutte le fasi di preparazione della carne. Una differenza tra produzione industriale e produzione di qualità è costituita dai giorni di frollatura o riposo della carne bovina macellata: la prima ne prevede uno o due, la seconda 6 o 7, ecco perché poi la carne diventa acquosa e senza sapore…

carne brasiliana—– Quali le soluzioni? Una maggiore trasparenza della etichettatura e la creazione di consorzi come quello Coalvi che mette insieme tutti i protagonisti delle fasi di produzione della carne, dagli allevatori alle macellerie che presentano carte di identità della carne che vendono.
La carne bovina in vendita deve già presentare dati su luogo di nascita, allevamento, macellazione ma questo obbligo non esiste per ristoranti, mense, industria della trasformazione…

carne brasiliana—– Come fa notare giustamente Altroconsumo basta aggiungere un granello di pepe o un rametto di rosmarino o anche un conservante come l’acido ascorbico perché un prodotto a base di carne risulti trasformato e non debba dichiarare la provenienza della materia prima. Voi avete mai trovato la provenienza della carne di un hamburger o dei tortellini?…

carne brasiliana—– Francia e Finlandia hanno deciso di dichiarare la provenienza della carne di tutti i prodotti trasformati, la Finlandia anche quella della carne servita in ristoranti e mense, l’Unione Europea dovrebbe estendere queste norme.
Considerando poi anche l’impatto ambientale degli allevamenti intensivi in Italia e delle colture necessarie per il mangime, una soluzione potrebbe essere quella che propone Slow Meat, produrre meno carne e mangiarne di meno, cercando quella di qualità…

carne brasiliana—– Uno dei principali problemi degli allevatori italiani che perseguono con rigore obiettivi di qualità è la concorrenza di carni importate dall’estero…

carne brasiliana—– Come ha dimostrato “Presa diretta”, puntata dell’8/2/21, grossi quantitivi di carne congelata brasiliana arrivano in Italia per nave, via Rotterdam, Genova e Ravenna per essere impiegati in mense, ristoranti, catering e industria della trasformazione…

carne brasiliana—– Si tratta di carne che non deve rispettare i parametri europei, che presenta alti livelli di pesticidi e che proviene dal moltiplicarsi incontrollato di allevamenti intensivi in Brasile. Di questi allevamenti se ne è parlato molto negli ultimi anni, purché sono responsabili della deforestazione dell’Amazzonia e perché hanno immesso anche sul mercato interno brasiliano carne coinvolta in scandali come quello della carna “fraca”, marcia, del 2018…

carne brasiliana—– La carne brasiliana ha però un grosso vantaggio:costa poco e per questo viene usata dall’industria di trasformazione anche per un celebre marchio IGP, la bresaola…

carne brasiliana—– In Italia vi sono decine di produttori artigianali di bresaola, come quelli di Livigno che utilizzano carne di bovini nati, allevati, sezionati e macellati nelle loro aziende, che possono giustamente vantare una bresaola a marchio 4IT, ottimo esempio di filiera corta…

carne brasiliana—– Ma nella produzione industriale di bresaola non viene rispettata nessuna della 4IT, in quanto ci si occupa solo della trasformazione del prodotto. Il protocollo della bresaola a marchio IGP richiede solo che siano rispettati zona di produzione, tagli da utilizzare e processo produttivo.
Sulle trentasettemila tonnellate di materia prima per bresaola IGP, il settanta per cento proviene dal Brasile.
Infatti conviene più importare carne dal Brasile che utilizzare quella allevata in Italia…

carne brasiliana—– In Italia vi sono allevatori che ricercano la qualità, del mangime, del benessere animale, della lavorazione della carne, dell’investimento tecnologico ma che risultano poco competitivi su un mercato che privilegia solo bassi costi per tutte le fasi di preparazione della carne. Una differenza tra produzione industriale e produzione di qualità è costituita dai giorni di frollatura o riposo della carne bovina macellata: la prima ne prevede uno o due, la seconda 6 o 7, ecco perché poi la carne diventa acquosa e senza sapore…

carne brasiliana—– Quali le soluzioni? Una maggiore trasparenza della etichettatura e la creazione di consorzi come quello Coalvi che mette insieme tutti i protagonisti delle fasi di produzione della carne, dagli allevatori alle macellerie che presentano carte di identità della carne che vendono.
La carne bovina in vendita deve già presentare dati su luogo di nascita, allevamento, macellazione ma questo obbligo non esiste per ristoranti, mense, industria della trasformazione…

carne brasiliana—– Come fa notare giustamente Altroconsumo basta aggiungere un granello di pepe o un rametto di rosmarino o anche un conservante come l’acido ascorbico perché un prodotto a base di carne risulti trasformato e non debba dichiarare la provenienza della materia prima. Voi avete mai trovato la provenienza della carne di un hamburger o dei tortellini?…

carne brasiliana—– Francia e Finlandia hanno deciso di dichiarare la provenienza della carne di tutti i prodotti trasformati, la Finlandia anche quella della carne servita in ristoranti e mense, l’Unione Europea dovrebbe estendere queste norme.
Considerando poi anche l’impatto ambientale degli allevamenti intensivi in Italia e delle colture necessarie per il mangime, una soluzione potrebbe essere quella che propone Slow Meat, produrre meno carne e mangiarne di meno, cercando quella di qualità…